lunedì 12 febbraio 2018

Come imparare a scrivere bene: strumenti

Il post che stai visitando contiene delle schede guida che servono a farti riflettere sulla scrittura e a fornirti degli strumenti/schemi per scrivere bene o meglio le varie tipologie testuali. Partiamo infatti con l'affermare che se un testo è un insieme di parole che abbiano un senso, un insieme di parole senza senso sarà un NON TESTO.
Ma bisogna anche dire che NON tutti gli insiemi di parole/testi sono uguali.
Percorriamo pertanto queste schede per imparare le diverse tipologie testuali.
Scheda 1: le tipologie testuali
P.S. Ricorda che i testi narrativi, cioè quelli che narrano una storia sono testi che appartengono a generi letterari diversi.
Scheda 2: il testo descrittivo: cosa si può descrivere e come?
Scheda 3: come scrivere una lettera formale
Elementi utili per scrivere:
- Scheda 4: indicatori di spazio e di tempo
- Scheda 5: elenco di connettivi

domenica 7 gennaio 2018

Sulla Grande Guerra e le sue parole

La Grande Guerra, come ogni evento umano, è fatta anche di parole: quelle con cui la si dichiarò, ad esempio; quelle che vennero pronunciate o urlate o scritte prima e durante essa; quelle usate per propagandarla e quelle usate per avversarla; quelle usate per raccontarla ieri, mentre la si combatteva, e oggi quando la si ricorda, la si studia, la si conosce. Tante parole, pertanto, molte già in uso allora, altre nate con la Guerra, dentro di essa o rivestite dalla stessa di un nuovo abito, di un nuovo significato. Perché la guerra lascia segni e le parole quei segni li conservano, li tramandano. Sono esse stesse, le parole, dei segni.
Pertanto quello che costruiremo  insieme oggi sarà un "alfazetiere": la   Grande Guerra dalla "A" alla "Z"
Es.1
Ciascuno sceglierà una lettera del nostro alfabeto: le lettere dell'alfabeto italiano sono in genere 21, 16 più 5 (J, K, W, X,Y) che sono le cd lettere straniere.
Ci saranno, però,più persone che condivideranno più  lettere: ciò accadrà per le lettere che raccolgono sotto di sé il maggior numero di parole.
Es.2
Ripercorrendo insieme il racconto della Grande-Guerra ciascuno raccoglierà sotto la propria lettera iniziale scelta, le parole-chiave che via via avremo evidenziato.
Quali i criteri di raccolta?
-nomi comuni di cose, luoghi, persone;
- nomi propri di cose, luoghi e persone;
-verbi (soprattutto quelli che designano azioni di tipo militare)
-espressioni chiave, ad es "vittoria mutilata". Nel caso delle espressioni si utilizzerà quale criterio di classificazione la lettera iniziale della prima parola, pertanto la "v" per l'espressione presa ad esempio.
Obiettivi
A cosa servirà la realizzazione dell'AlfaZetiere? A riflettere sull'uso delle parole necessarie a narrare l'evento storico studiato; ad usare quelle stesse parole che avremo definito insieme per meglio costruire il nostro racconto che verrà fatto in parte scritto, in parte orale e in parte attraverso le immagini che saremo stati capaci di associare ad alcune parole del nostro alfazetiere.
Link al portale "parole in trincee"

venerdì 1 dicembre 2017

Suffragette: lavori con e per la classe III A (approfondimenti e spunti per eventuale costruzione percorso d'esame)

Giunti a lavorare sulla nascita e l'evoluzione del movimento femminista inglese, le cui donne sono riconosciute con l'appellativo di "suffragette", ecco i lavori che sono stati svolti e si stanno ancora in parte svolgendo con la classe III A (a.s. 2017-2018):
- visione a scuola del film "Suffragette" ;
- avvio di un laboratorio storico sulla conoscenza e sull'uso di Wikipedia- che porterà, però, alla creazione di un'altra voce,  relativa ad altro periodo storico - proprio a partire dall'opzione di "Modifica" della voce del film "Suffragette" presente sull'enciclopedia online: la modifica viene effettuata sotto la guida dell'insegnante per insegnare alla classe l'importanza della "documentazione" di ciò che si scrive.  La  visione del film e il lavoro di lettura e studio della scheda sinottica presente sul sito agis scuola stanno consentendo questo tipo di lavoro;
- test di comprensione del film dopo aver lavorato anche sulla scheda di cui sopra (il link al test sarà qui inserito solo dopo lunedì 4 dicembre , successivamente allo svolgimento del test in classe da parte degli allievi);
- breve approfondimento storico sul movimento attraverso due brevi testi forniti dall'insegnante e  lavoro di descrizione/commento delle vignette satiriche qui proposte.

venerdì 24 novembre 2017

Diario di bordo di un argonauta

Il secondo laboratorio di mitologia greca avrà come oggetto di studio da parte dei ragazzi il mito degli Argonauti cui gli stessi si approcceranno secondo queste fonti:
- Enciclopedia dei miti Garzantina alle voci "Argonauti" e "Giasone"
- I Miti Greci di R.Graves pp.533-573
- Voce su Wikipedia "Le Argonautiche"
Stavolta si cimenteranno con fonti per così dire di prima mano rispetto alle schede su cui hanno lavorato nel primo laboratorio e che avevo preparato io per loro.
Avranno inoltre a disposizione una mappa che consentirà loro di visualizzare le varie tappe del nostro viaggio.
Cosa saranno chiamati a produrre?
Ciascuno sceglierà di nuovo un'identità-stavolta eroica e non divina- e diventerà un argonauta scegliendo dall'elenco un nome. Il ruolo di Giasone è stato già da me assegnato al ragazzo che ha all'interno della classe ottime capacità di produrre testi scritti e di dialogare con i compagni. Il ruolo di comandante della spedizione, insomma, se lo merita eccome! Ad ogni argonauta il compito di produrre la propria pagina di diario di bordo secondo le seguenti regole:
- racconto in prima persona della tappa su cui ciascuno sarà chiamato a raccontare;
-uso dei tempi verbali presente e passato prossimo sul cui uso potremo così meglio lavorare;
-creatività personale che emerga in quelle parti della narrazione che consentono meglio di inventare.
E buona navigazione a noi!

mercoledì 15 novembre 2017

Divini punti di vista

In seguito alla lettura dei tre brani su alcuni miti cosmogonici e teogonici greci, è partito il primo laboratorio di scrittura con la classe I A. I tre brani letti e studiati sono quelli di seguito linkati.
Da lì, secondo la modalità narrata nell'introduzione della nostra "mitica pagina", sono nati i "Divini punti di vista": racconti in prima persona da parte di ciascuna divinità della propria nascita e dei principali eventi precedenti e/o seguenti ad essa. Nel frattempo abbiamo iniziato a costruire anche  un piccolo manuale d'istruzione per costruire piccoli testi narrativi: il manualetto continuerà ad ampliarsi  lungo le varie attività laboratoriali che a partire da questa faremo. Nella sua costruzione siamo partiti dagli errori più comuni commessi  lungo la stesura dei rispettivi testi e da lì abbiamo iniziato a stilare una sorta di elenco di regole di scrittura suddiviso in   "Ciò che Posso" e "Ciò che non posso".
Nella valutazione finale ho tenuto conto degli errori lungo le varie stesure di ciascun testo: ortografici, lessicali , morfosintattici. Ho dato una valutazione anche alla creatività:  quanto ciascuno è stato capace, a partire da ciò  che ha letto di inserirvi episodi attinenti all'argomento ma frutto della propria fantasia. Infine ho valutato anche la capacità di attingere alle fonti fornite in aggiunta ai tre brani ovvero: alcune brevi ricerche personali (quelle su Apollo Artemide; Dioniso; Demetra e Persefone); la garzantina dei miti e "Miti greci" di Graves  A questi strumenti ciascuno poteva attingere per cercare elementi aggiuntivi al proprio racconto.
Ecco, pertanto, la tabella di valutazione del testo.
Non tutti sono riusciti a completare il lavoro entro le 6 ore stabilite: su 21 allievi, 9 non  hanno ancora terminato il proprio lavoro che, sarà sì terminato, ma non giungerà alla pubblicazione sulla pagina in Adobe. Ciò perché serva ai ragazzi da sprone a stare nei tempi stabiliti la prossima volta, quando si avvierà un nuovo laboratorio di scrittura in classe.

domenica 25 giugno 2017

Lettere ad un adulto mai nato (di Margherita Cerniglia)

Ammesso che non siano leggende da social o fake news, come le chiamano, se ne potrebbe davvero ricavare una raccolta antologica dal titolo "Lettere ad adulti mai nati", a cura (premurosa) di Madri o Zie Fallaci!
Parlo delle notizie di parenti prodighe nel fornire aiuti sottobanco a nipoti o figli impegnati nelle prove d'esame. La zia che ha confessato l'aiuto fornito al nipote durante la prova di italiano, accusando poi di inadeguata sorveglianza quei prof  "ciechi"  a suo dire di fronte a quanto stava accadendo. O il caso della madre prof, la cui materna "professionalità" andrebbe sconfessata proprio per quegli aiuti dati al  figlio il quale, però, è  stato bocciato; ma ha fatto ricorso e pertanto rifarà l'esame! E nella patria dei ricorsi chissà che non lo vinca! E vogliamo parlare della "lettera ad un figlio bocciato", comparsa sul giornale di Brescia e che ha spopolato sul web in queste settimane? Certo è
che il quadro clinico di certa genitorialità che si incontra e si scontra con il mondo della scuola è ormai sempre più allarmante.
Mi chiedo se la maternità o il legame parentale in alcuni casi non abbia qualcosa di patologico nel suo manifestarsi in queste forme.  E ciò  non solo alla luce di queste storie diventate grazie ai social più popolari, ma anche per le tante, ma proprio tante storie di mamme- soprattutto mamme-  "leonesse", agguerrite sostenitrici della propria prole, che, però, di leonino avrà poco o niente! L'amore si sa rende cieco talora chi lo prova: qui a diventare incapaci di vedere pur vedendo  sono anche  quelle "povere" creature di cui pullulerà il mondo!
È così difficile, mi chiedo, far sì che i figli  camminino sulle proprie gambe, specie da un certo punto in avanti, che imparino a cadere e che vengano semmai aiutati a rialzarsi piuttosto che a puntare il dito contro il compagno o l'amico che a differenza sua non è ancora caduto? È così difficile insegnare ai figli che anche le sedie sono degne di accogliere le loro chiappe e non per forza  i troni sui quali certe madri se li immaginano assisi? È così difficile insegnare ai propri figli  che la vita non è tutta un talent né un podio su cui a tutti i costi bisogna salire? Si può anche gareggiare senza vincere, ma non per questo sentirsi solo dei perdenti nella vita.Ognuno ha i propri traguardi, d'altronde: non ne esiste uno uguale per tutti!
Che male c'è nell'insegnare ai figli a riconoscere l'errore, ad ammetterlo, anziché ad aggirarlo, a riconoscere i meriti altrui anziché invidiarli? Insegnare che ciò che è successo per uno non è detto che possa esserlo per tutti: anche l'accettazione dei propri limiti è un successo!
Certo è che prima di insegnarlo ai nostri figli, dovremmo averlo imparato noi ... adulti o presunti tali.